Gli album di Jali Diabate
2014
Silinka è il primo album di Jali Diabate, pubblicato il 6 febbraio 2014. Il titolo rappresenta il momento esatto in cui il sole sorge dopo l'alba, quando la sua delicata luce inizia a scaldare la pelle e a disturbare gli occhi che si stanno aprendo.
L'album racchiude in una decina di brani i momenti epocali della cultura Mandé e dell'intera Africa: le tradizioni dei griot, la schiavitù, la moralità e la spiritualità, ma anche i semplici momenti di quotidianità. Silinka è una metafora dell'alba della coscienza, un risveglio spirituale per l'intera umanità.
Il disco vede la partecipazione dell'Afro Bougna Band con Marie Koliè (voce), Alberto Finocchiaro (chitarra), Francesco Toscano (basso), Oumy Mbaye (djembe e tamburi), Alessandro La Spina (batteria), oltre a numerosi altri artisti italiani e internazionali tra cui Dario Chillemi, Serena Chillemi e il coro polifonico "Musica e Oltre" di Paolo Li Rosi.
2016
Kumakan (che significa "la voce della parola") è il secondo album di Jali Diabate
Il disco rappresenta la tradizione dei griot mandinkalu e la potenza delle parole e del loro significato, raccontando l'Africa e le sue vicende. Ogni brano è un viaggio che carpisce frammenti di spiritualità, promuovendo la consapevolezza del perdono e la sapienza come promotrice della pace e dell'amore per la vita.
Jali Diabate, accompagnato dal fratello Malick e altri musicisti conservatori della tradizione, percorre la storia dell'Africa in un lungo viaggio dove le forze degli antenati rievocano il racconto del passato, affrontando temi come l'interculturalità, la fratellanza, la pace e le stragi umanitarie.
2025
Introspection è il terzo album di Jali Diabate. Il disco rappresenta un'evoluzione del suo percorso artistico, un'immersione profonda nella dimensione interiore del musicista e del griot.
Dopo gli album precedenti, che esploravano le tradizioni della cultura Mandé (Silinka e Kumakan), Introspection segna un ritorno alle radici della kora in una dimensione più intima e personale. L'album è un viaggio nella meditazione sonora, dove la kora si fa strumento di introspezione e dialogo con l'anima[citation:5].
In questo lavoro, la kora di Jali si esprime da solista nella sua forma più pura, raccontando storie di migrazione, di radici e di appartenenza.